Trapianto di cellule staminali ematopoietiche quando si esegue

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Trapianto di cellule staminali ematopoietiche quando si esegue

Una procedura medica utilizzata in ematologia ed oncologia come il trapianto di cellule staminali ematopoietiche consiste nell’introdurre nel paziente le cellule progenitrici del parte corpuscolata del sangue, provenienti dal midollo osseo, dal cordone ombelicale o dalla placentao del soggetto. Pur presentato dei rischi questo trattamento terapeutico è indicato ai pazienti colpiti da malattie del sangue o del midollo osseo come mieloma multiplo e leucemia, dopo aver sottoposto il paziente a sedute di radioterapia o chemioterapia con lo scopo di distruggere il sistema immunitario prima del trapianto; talvolta vengono sottoposti a questa procedura terapeutica a livello sperimentale anche i soggetti colpiti da malattie non maligne e non ematologiche come ad esempio le malattie autoimmuni e quelle di tipo cardiovascolare. Si procede con il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche (CSE) attraverso una reinfusione delle CSE del paziente stesso, sfruttando così la chemio sensibilità di diverse neoplasie ematologiche che si dimostrano capaci di eradicare la patologia in seguito alla somministrazione di dosaggi alquanto alti di chemioterapia. Maggiori informazioni si trovano su https://www.ail.it/patologie-e-terapie/il-trapianto-autologo.

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Come si esegue la procedura

trapianto di cellule staminali ematopoietiche

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Per debellare la malattia si usano alti dosaggi di radioterapia o chemioterapia con il rischio però di esporre il paziente ad una grave condizione di tossicità del midollo osseo ematopoietico che può provocare la distruzione dei precursori delle cellule del sangue, ma mediante la reinfusione di cellule staminali ematopoietiche si ottiene una rigenerazione del midollo osseo e quindi è possibile superare questo effetto collaterale. La metodica che permette di raccogliere i precursori emopoietici, prevede attualmente l’utilizzo di un catetere venoso centrale a doppio o triplo lume da rimuovere dopo aver ultimato la procedura di aferesi; una procedura standard prevede che vengano processati 10-15 litri di sangue intero in circa 3-5 ore e  la quantità di CSE CD34-positive da raccogliere dipende da diversi fattori quali: numero di trapianti, intensità della chemioterapia di condizionamento, quadro patologico del paziente. Per stimolare una corretta ricostituzione midollare dopo somministrazione di chemio e/o radioterapia mieloablativa, è necessario trapiantare un numero di CSE CD34-positive pari a 2-5 x 106/kg.

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