Terapia genica contro i tumori manipolazione delle cellule del sistema immunitario

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Terapia genica contro i tumori manipolazione delle cellule del sistema immunitario

Le più recenti ricerche contro il cancro hanno permesso di formulare delle strategie più innovative e promettenti come cura tra cui la terapia genica contro i tumori, che si avvale della manipolazione genetica delle cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere ed attaccare le cellule tumorali. La tecnica di manipolazione delle cellule del sistema immunitario fa parte della terapia genetica detta anche immunoterapia che consiste nell’uso di un gene suicida che può essere attivato per inibire l’azione dei linfociti modificati dalla leucemia linfoblastica acuta. Per la prima volta la terapia genetica con cellule modificate Car-T è stata sperimentata nel 2012 negli Stati Uniti, su una bambina di 7 anni malata di leucemia linfoblastica acuta, dai ricercatori dell’Università di Pennsylvania presso il Children Hospital di Philadelphia, dopo il suo esito positivo, il trattamento è stato oggetto di diverse sperimentazioni a livello internazionale conquistando infine l’approvazione da parte della Fda, l’agenzia regolatoria americana sui medicinali, che lo ha accolto come primo farmaco a base di Car-T sviluppato dall’industria farmaceutica. Per approfondimenti si rimanda alla lettura di: http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2018/02/01/leucemia-bimbo-curato-con-terapia-genica_Rc8hwJy543sMhzxPGnQwxI.html?refresh_ce.

La terapia genica impiegata anche in Italia

terapia genica contro i tumori

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Anche in Italia per la prima volta è stata sperimentata su un bambino colpito da leucemia linfoblastica acuta una terapia genica da parte dei medici del Bambino Gesù, in collaborazione con Bellicum Pharmaceuticals, che hanno adottato un approccio differente da quello nordamericano. I medici italiani hanno prelevato i linfociti T del paziente per sottoporli a modificazione genetica mediante un recettore chimerico sintetizzato in laboratorio: il Car (Chimeric Antigenic Receptor) che permette di rendere più efficace la risposta immunitaria del paziente in quanto i linfociti dopo essere stati reinfusi sono in grado di riconoscere ed attaccare le cellule tumorali nel sangue e nel midollo, favorendone la completa eliminazione. Questa specificità della procedura di trasduzione delle cellule è dovuta alla diversa sequenza genica realizzata, che prevede l’inserimento della Caspasi 9 Inducibile (iC9), un gene suicida in grado di bloccare l’azione dei linfociti modificati. Per la prima volta in Italia dopo 3 anni di sperimentazione è stata utilizzata una terapia genica a base di Car-T che permette di ridurre inoltre i possibili effetti collaterali associati a queste terapie innovative le quali prevedono un processo di manipolazione genetica e la produzione di un costrutto tramite infusione di linfociti geneticamente modificati, che si rivolgono nei confronti del bersaglio tumorale.

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