Sindrome ipereosinofila idiopatica quadro clinico

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Sindrome ipereosinofila idiopatica quadro clinico

Dal punto di vista fisiologico si assiste ad un aumento del numero di eosinofili nel sangue quando l’organismo risponde ad un attacco da parte di parassiti o di sostanze che causano reazioni allergiche, ma la condizione di eosinofilia può dipendere da un preciso quadro patologico come la sindrome ipereosinofila idiopatica. Questa malattia si caratterizza per un incremento del numero degli eosinofili (con valori superiori alle 1.500 cellule per microlitro di sangue) per un periodo di più di 6 mesi, una condizione che non può essere imputata ad una causa. La sindrome ipereosinofila idiopatica può colpire soggetti di qualsiasi età, causando nel paziente possibili danni a carico di diversi organi potendo deteriorare cuore, fegato, polmoni, cute e sistema nervoso con effetti negativi severi oppure più lievi. Il soggetto evidenzia un complesso di sintomi alquanto eterogeneo che include la manifestazione di: affaticamento, tosse, dolore toracico, gonfiore, mal di stomaco, perdita di peso, febbre, sudorazione notturna, eruzioni cutanee, dolore, debolezza, confusione, coma. Per formulare una diagnosi certa si esaminano i sintomi e si eeguono le analisi del sangue per monitorare il numero di eosinofili, è poi importante escludere l’eventuale presenza di un’infezione parassitaria o di una reazione allergica che può determinare un incremento del numero degli eosinofili. Per approfondimenti si rimanda alla lettura di Malattie degli eosinofili.

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Possibili trattamenti

sindrome ipereosinofila idiopatica

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Alcuni soggetti colpiti da sindrome ipereosinofila idiopatica non presentano una sintomatologia critica e quindi vengono monitorati per 3-6 mesi, nei casi più critici è indispensabile avviare un appropiato trattamento, in quanto il quadro patologico può provocare la morte dei soggetti entro 2 anni, e la principale causa di un esito fatale è da imputare al coinvolgimento del cuore che può essere colpito da un grave danno. Il principale trattamento farmacologico prevede il ricorso ad una terapia a base di prednisone o di idrossiurea; talvolta i soggetti affetti da sindrome ipereosinofila idiopatica hanno acquisito un gene patologico coinvolto nella regolazione della crescita cellulare e richiedono una cura diversa impostata sulla somministrazione di un farmaco usato comunemente per la cura del cancro (imatinib). Quando la cura farmacologica prescritta ai soggetti colpiti da sindrome ipereosinofila idiopatica non porta ad alcun risultato positivo, si può optare per altre terapie come ad esempio le procedure di rimozione degli eosinofili mediante aferesi.

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