Malattie tromboemboliche biosimilare dell’enoxaparina sodica

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Malattie tromboemboliche biosimilare dell’enoxaparina sodica

In Italia è stato approvato un nuovo trattamento di malattie tromboemboliche, si tratta del primo biosimilare dell’enoxaparina sodica, messo in commercio con il marchio Inhixa, principio attivo che potenzia l’effetto dell’antitrombina III, cooperando ad inibire la formazione di nuovi coaguli. La sicurezza ed efficacia del biosimilare è stata dimostrata da una serie di studi clinici previsti fino ad approdare alla fase di approvazione da parte dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA). Il principio farmacologico enoxaparina biosimilare è iniettabile sottocute e viene indicato nel trattamento per la prevenzione del tromboembolismo venoso (TEV) e per prevenire la formazione di coaguli nella circolazione extracorporea in corso di emodialisi; la terapia medica viene consigliata anche ai pazienti sottoposti a chirurgia oppure esposti al rischio di sviluppare coaguli; il trattamento viene prescritto in caso di quadri patologici quali: trombosi venosa profonda (TVP), angina instabile, infarto miocardico. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura di: https://www.pharmastar.it/news/italia/malattie-tromboemboliche-disponibile-in-italia-il-primo-biosimilare-dellenoxaparina-25666.

Profilassi antitromboembolica: chirurgia ortopedica

malattie tromboemboliche biosimilare dell'enoxaparina sodica

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Il tromboembolismo venoso rappresenta ad oggi una delle più comuni malattie cardiovascolari, la trombosi venosa profonda è la sua principale manifestazione, si tratta nello specifico di una patologia che può causare embolia polmonare con rischio di morte. Attualmente l’enoxaparina sodica è diventata una terapia centrale per quanto riguarda i disturbi di tipo cardiovascolare, il principio farmacologico viene usato nei pazienti colpiti da sindromi coronariche acute (SCA), per le trombosi e per le embolie polmonari. L’utilità del farmaco sta trovando un frequente impiego anche negli interventi di chirurgia ortopedica in quanto si registra un rischio elevato di tromboembolismo venoso, fanno parte di questa tipologia di interventi la protesica dell’anca e del ginocchio come anche la chirurgia delle fratture del collo del femore delle condizioni chirurgiche dove esiste la possibilità che si verifichi una trombosi venosa profonda oppure il rischio di embolia polmonare. Per scongiurare tali evenienze i pazienti sono invitati ad adottare un opportuno trattamento antitromboembolico: il ricorso alla profilassi antitromboembolica in chirurgia ortopedica si affida al biosimilare dell’enoxaparina.

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