Linfoma di Hodgkin opzioni terapeutiche

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Linfoma di Hodgkin opzioni terapeutiche

Una neoplasia del sistema emo-linfopoietico come il linfoma di Hodgkin si caratterizza per un incremento delle dimensioni dei linfonodi, in particolare questo tumore ha origine dai linfociti B presenti in linfonodi, milza, midollo osseo, sangue ed in altri organi. Al sistema emo-linfopoietico spetta la difesa dell’organismo contrastando l’aggressione di agenti esterni e combattendo sul nascere eventuali malattie, questo perché i linfonodi sono composti da linfociti e da altre cellule immunitarie. Il linfoma di Hodgkin tende a sorgere in diversi organi dal momento che il tessuto linfatico è presente in tutto l’organismo. Per un veloce e sicuro inquadramento diagnostico è necessario eseguire un esame istologico dopo aver asportazione del tessuto patologico così nella massa neoplastica si possono rilevare le cellule tumorali (cellule di Reed-Sternberg e cellule di Hodgkin) che comunque costituiscono una minima parte del tessuto e vengono circondate da ungran numero di cellule infiammatorie, inoltre le cellule neoplastiche presentano sulla loro superficie la molecola CD30. Per trattare efficacemente la neoplasia è necessario scegliere la cura più adatta prendendo in considerazione diversi fattori quali: lo stadio del tumore, il tipo di neoplasia, l’età del paziente,le condizioni di salute generali. Per approfondimenti https://www.repubblica.it/oncologia/news/2018/09/28/news/arriva_il_primo_immunoterapico_per_il_linfoma_di_hodgkin-207602487/.

I nuovi trattamenti farmacologici

Linfoma di Hodgkin

Linfoma di Hodgkin

In genere i pazienti colpiti da linfoma di Hodgkin vengono sottoposti a polichemioterapia e radioterapia singolarmente oppure in associazione; lo schema di polichemioterapia più aggressivo si utilizza negli stadi più avanzati del tumore. Con lo scopo di ridurre la tossicità a distanza delle chemio-radioterapie come anche la possibilità di esporre il paziente al rischio di sviluppare problemi cardiologici o neoplasie secondarie, i medici sono propensi a limitare la polichemioterapia negli stadi iniziali optando per la radioterapia. Grazie poi ai recenti progressi della ricerca sono stati formulati dei nuovi farmaci biologici come il Brentuximab-Vedotin, si tratta di un anticorpo che riconosce la molecola CD30 sulle cellule neoplastiche e le distrugge grazie ad una tossina selettiva. Le ulteriori opzioni terapeutiche sono offerte dagli inibitori di PD-1 e PD-L1 e dagli anticorpi anti-CD20, dei presidi medici che si sono dimostrati efficaci e sicuri. Un altro farmaco efficace è il Nivolumab, un farmaco anti PD-1 che si è imposto come nuovo standard di cura, indicato per i malati che non hanno risposto al trapianto autologo di cellule staminali oppure alle precedenti cure farmacologiche con Brentuximab-Vedotin.

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