Linfociti modificati geneticamente: terapia anticancro

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Linfociti modificati geneticamente: terapia anticancro

Uno studio del San Raffaele di Milano ha individuato nei linfociti modificati geneticamente e trasformati una preziosa arma per impostare una terapia anticancro. Anche se la ricerca si è concentrata sulle leucemie, è stata individuata la possibilità di poter applicare questo approccio terapeutico anche ad altre forme di cancro avvalendosi della stessa procedura che mira a selezionare dei soldati scelti del sistema immunitario, che dopo essere stati stato modificati geneticamente in laboratorio possono dimostrarsi un’armata difensiva per l’organismo umano agendo da superkiller, in quanto sono capaci di riconoscere ed uccidere selettivamente le cellule tumorali favorendo la remissione del cancro. I ricercatori del San Raffaele di Milano hanno individuato in alcuni linfociti (linfociti T) le cellule in grado di agire da farmaco, questa scoperta ha aperto la strada verso la formulazione di nuove terapie mediche che potrebbe ridurre la probabilità di recidiva del cancro. Leggi anche: http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2016/02/16/news/tumori_da_ricerca_italiana_cellule_killer_contro_il_cancro-133545187/.

Memory stem T cells o staminali della memoria immunologica

linfociti modificati geneticamente

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Il team di ricercatori nel loro studio hanno seguito alcuni pazientimalati di leucemia acuta, che avevano ricevuto a partire dal 2000 il trapianto di midollo osseo da parte di un donatore familiare parzialmente compatibile, i quali sono stati sottoposti ad infusione di linfociti T del donatore, modificati geneticamente con il gene “suicida” TK, rifornendo così di nuovo sistema immunitario in grado di combattere la leucemia e di attivare una difesa valida nei confronti di qualsiasi tipo di infezioni e di eventuali complicanze. A questa prima fase di monitoraggio ne è seguita una seconda: a distanza di anni da trapianto e terapia genica, i pazienti sono stati controllati evidenziando dei parametri immunologici uguali a quelli di persone sane, per questo gli studiosi si sono adoperati per identificare le cellule del sistema immunitario capaci di resistere maggiormente nel tempo. Questa ulteriore investigazione ha portato ad individuare nelle memory stem T cells o staminali della memoria immunologica, le cellule del sistema immunitario che possiedono le qualità per resistere nel tempo.

 

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