Leucemia linfatica cronica quadro patologico

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Leucemia linfatica cronica quadro patologico

A causa di anomalie tumorali dei linfociti o delle cellule che normalmente producono linfociti si sviluppa una condizione patologica come la leucemia linfatica cronica (LLC), questa neoplasia ematologica provoca un accumulo di linfociti nel sangue, nel midollo osseo, nei linfonodi e nella milza. Il quadro patologico si evidenzia con la trasformazione maligna dei linfociti, principalmente il gruppo dei linfocita B, con produzione di un clone linfocitario ossia di un gran numero di cellule uguali tra loro che non rispondono più agli stimoli fisiologici e diventano immortali; ne segue una proliferazione Continuano così a riprodursi e ad smodata con accumulo delle cellule in diversi distretti. Tra i fattori eziologici che possono causare lo sviluppo del quadro patologico bisogna segnalare l’influenza sinergica di componenti ambientali e di caratteristiche genetiche, la maggior parte dei dati scientifici dimostrano che i fattori genetici o familiari possono predisporre allo sviluppo della malattia. Si distinguono due diversi tipi di leucemia linfatica cronica: la prima progredisce lentamente per questo possono passare anni prima che il paziente manifesti i sintomi che richiedono un trattamento; la seconda invece ha un decorso più veloce ed aggressivo. Per distinguere i due tipi di leucemia linfatica cronica si eseguono degli esami specifici che consentono di valutare il livello di alcune proteine come ZAP-70 e CD38, presenti in concentrazioni più elevate nel tipo a crescita veloce. Per approfondimenti:  http://www.airc.it/cancro/tumori/leucemia/linfatica-cronica/.

La sintomatologia

leucemia linfatica cronica

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In genere la diagnosi avviene in uno stadio ancora senza sintomi in maniera casuale nel corso di un esame del sangue oppure perché si nota un linfonodo ingrossato in diverse zone quali: collo, ascelle, inguine. Uno dei sintomi più comune è rappresentato infatti dall’adenopatia generalizzata, i linfonodi hanno una consistenza elastica ma non dolorosa a cui si associa l’ingrossamento di milza e di fegato. Si palesano altre manifestazioni con il progredire della malattia da ascrivere all’invasione del midollo osseo da parte delle cellule maligne sorgono in questo caso sontomi quali:  pallore, palpitazioni, stanchezza, emorragie per la riduzione delle piastrine, immunodeficienza, disturbi autoimmuni (anemia emolitica e piastrinopenia).

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