Flogosi allergica come si attiva

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Flogosi allergica come si attiva

Il processo infiammatorio che colpisce i tessuti in corso di malattie di tipo allergico determina una condizione di flogosi allergica che attiva diverse cellule che si fanno intepreti della manifestazioni di allergia. La flogosi altera la mucosa delle vie respiratorie che in questo modo diventa un fertile terreno di coltura per batteri e virus che non riescono ad essere respinti dalle difese naturali della mucosa, si verifica così un decorso dal processo infiammatorio in stato infettivo con manifestazione di sintomi. Lo stato infiammatorio che caratterizza la risposta allergica vede l’attivazione iniziale di due tipi cellulari: i mastociti e i linfociti Th2; in presenza di flogosi allergica i mastociti vengono stimolati direttamente dagli allergeni inalanti e come i linfociti Th2 procedono a liberare dei mediatori capaci di promuovere delle reazioni immediate. Nello specifico i mastociti rilasciano alcuni tipi di citochine in grado di attivare e differenziale gli eosinofili, il gruppo di globuli bianchi coinvolti nel processo infiammatorio che colpisce i tessuti in corso di malattie di tipo allergico. Per altre letture si rimanda a http://www.treccani.it/enciclopedia/flogosi-allergica_%28Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica%29/.

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Le fasi del processo infiammatorio

flogosi allergica

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La flogosi allergica si distingue da altre forme di infiammazione per la presenza degli eosinofili che si spostano dal circolo ematico verso i tessuti sede di flogosi allergica, si registra poi l’intervento di diverse molecole. Nel corso di questo processo infiammatorio giocano un ruolo centrale anche l’istamina ed i leucotrieni che promuovono il meccanismo della chemiotassi. Gli eosinofili hanno la capacità di aderire all’endotelio dei ­piccoli vasi tramite le selettine E, P e L nella fase di marginazione delle cellule all’endotelio, stimolando il rolling cellulare. Gli eosinofili rafforzano il proprio ancoraggio tramite le molecole VLA-4, espresse sulla loro membrana, interagendo con le molecole VCAM-1 presenti sulla membrana delle cellule endoteliali; nel corso della migrazione intervengono le chemochine dotate di capacità chemiotattica nei confronti degli eosinofili tramite un unico recettore CCR-3 che permette di rilevare così le caratteristiche dell’infiltrato cellulare in corso di asma bronchiale allergica.

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