Fascite eosinofila di cosa si tratta

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Fascite eosinofila di cosa si tratta

Si definisce in ambito medico fascite eosinofila, un processo infiammatorio a carico del tessuto fibroso che si trova sopra e tra i muscoli, si ritiene probabile che il danno a carico del tessuto connettivo sia dovuto ad una reazione autoimmune. Questa flogosi determina nel paziente colpito una condizione evidente di eosinofila che si traduce in un incremento dei livelli iniziali del gruppo di globuli bianchi eosinofili. L’infiammazione della fascia tende a verificarsi soprattutto negli uomini di mezza età, ma può colpire anche donne e bambini, il quadro patologico determina dei sintomi iniziali quali: infiammazione della cute, con interessamento della parte interna delle braccia e della parte anteriore delle gambe, dolore, gonfiore, in alcuni casi può essere colpita la pelle del viso, del torace e dell’addome; la sintomatologia allo stadio iniziale tende a presentarsi dopo che il soggetto ha eseguito un’attività fisica faticosa, si assiste poi ad una progressione graduale delle manifestazioni più caratteristiche fino a dare forma  ad una sorta di buccia d’arancia, inoltre con il graduale indurirsi della cute i movimenti di braccia e gambe risultano difficoltosi infine le articolazioni restano bloccate in posizioni insolite. La fascite eosinofila provoca nel paziente anche altri disturbi con manifestazione variabile da caso a caso, per cui possono evidenziarsi sintomi quali: perdita di peso, affaticamento, dolore muscolare ed articolare, sindrome del tunnel carpale, sanguinamenti occasionali provocati dal basso numero di piastrine, anemia aplastica, linfoma. Per altre informazioni si può consultare il testo http://www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-di-ossa,-articolazioni-e-muscoli/malattie-autoimmuni-del-tessuto-connettivo/fascite-eosinofila.

Diagnosi e terapie

fascite eosinofila

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Per formulare la diagnosi della fascite eosinofila oltre a valutare i sintomi si eseguono delle comuni analisi del sangue che evidenziano che il numero di eosinofili è aumentato, inoltre risulta aumentata la velocità di eritrosedimentazione (VES), queste alterazioni segnalano la presenza di una flogosi; per confermare la diagnosi si può eseguire una biopsia prelevando la pelle e la fascia colpite per procedere con l’analisi dei campioni. La fascite eosinofila di solito guarisce grazie ad un adeguato trattamento a base di corticosteroidi che ha lo scopo di evitare la cicatrizzazione, la perdita di tessuto e le contratture, in genere la cura con corticosteroidi prevede il ricorso a dosi gradualmente ridotte, talvolta la terapia farmacologica può essere continuata a basso dosaggio per alcuni anni in associano spesso ad altri farmaci quali idrossiclorochina oppure immunosoppressori; in alcuni casi può essere decisa dal medico la prescrizione di farmaci antinfiammatori non steroidei e bloccanti dei recettori H2 dell’istamina.

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